10 febbraio 2026 - Anne Basso
Per me il triathlon non è solo uno sport; è una passione di tutta una vita che ha plasmato il mio percorso dalle gare professionistiche al coaching ad alte prestazioni. La mia storia è iniziata proprio nello stesso anno del brand che ha definito il nostro sport: il 1983. Per questo sono incredibilmente onorata di entrare ufficialmente nella famiglia di Zoot Sports come collaboratrice fissa. Zoot rappresenta il cuore, l’innovazione e l''Ohana' del mondo del triathlon, e sono felice di poter restituire qualcosa a questa community.
Da ora in poi condividerò le conoscenze di alto livello e le competenze di coaching che ho acquisito nel corso degli anni: dai consigli tecnici per l’allenamento e la strategia per il giorno di gara, fino a valutazioni sincere delle prestazioni dell’attrezzatura e alle esperienze di vita e triathlon in cui tutti noi ci riconosciamo. Il mio obiettivo è aiutarti a raggiungere il tuo prossimo traguardo con fiducia e con il sorriso, abbracciando pienamente il tuo percorso mentre scrivi la tua storia indimenticabile e, naturalmente, raggiungi i tuoi obiettivi e li superi di gran lunga!"
Per iniziare, voglio parlare di qualcosa che affrontiamo tutti, che siamo professionisti o alla prima esperienza: la parte “vita” dell’equazione del triathlon. Spesso ci concentriamo così tanto sui dati e sull’attrezzatura che dimentichiamo che questo sport è uno specchio della nostra crescita personale. In questo primo articolo voglio approfondire come superare le battute d’arresto e come “Returning Once More” rappresenti la nostra crescita nella nostra storia e la versione migliore di noi stessi fino a oggi!
Tornare ancora una volta – Il percorso di un coach tra battute d’arresto e rinascita
Spunti per gli atleti e per chiunque stia affrontando delle sfide
Mentre rifletto sul passaggio dal 2025 al 2026, c’è una frase potente che continua a dare forma al mio modo di vedere le cose: “Tornare ancora una volta”. Questo tema non è solo un mantra: è la realtà del mio percorso come atleta, coach e persona determinata a ricostruirsi dopo le avversità. Che tu stia gareggiando in un IRONMAN o affrontando sfide personali, ci sono momenti in cui il dubbio si insinua e metti in discussione la tua capacità di andare avanti. La chiave è imparare a riconnetterti con il tuo scopo e a spostare la tua prospettiva su ciò che puoi controllare, così da riuscire a perseverare e rialzarti ancora una volta.
Accettazione: il primo passo per ricostruire
L’accettazione è il punto da cui inizia il percorso di ritorno. Ricordo un periodo particolarmente difficile: un incidente stradale che mi ha gravemente ferito il ginocchio, mentre stavo già lottando con un infortunio all’anca e con lo stress della competizione professionistica. Quella battuta d’arresto sembrava travolgente e minacciava di cancellare anni di duro lavoro e progressi. Mi ha costretta a pormi domande difficili: Quanto è grave? Quanto tempo richiederà il recupero? Riuscirò davvero a tornare? All’inizio ho cercato di accettare una tempistica di tre mesi per la guarigione, ma la realtà aveva altri piani. Mesi dopo, non riuscivo ancora a correre e la frustrazione dell’immobilità era aggravata dalla perdita di massa muscolare e di fiducia in me stessa. L’accettazione non riguardava solo il riconoscere l’infortunio, ma anche il venire a patti con il bisogno di trovare una nuova strada da seguire.
Riconnetterti con la tua essenza
Di fronte alle battute d’arresto, ho scoperto quanto sia importante riconnettermi con la mia essenza, il mio “perché”. Sono sempre stata guidata dall’amore per il movimento, la competizione e la natura. Quello spirito è diventato il mio carburante, spingendomi attraverso sessioni di riabilitazione lunghe e monotone e, quando la fisioterapia formale non era disponibile, facendomi affidare alla mia esperienza di coaching per guidare da sola il mio recupero. Il tuo “perché” non deve per forza essere complesso; potrebbe semplicemente essere il desiderio di vivere in modo più sano o di sentirti meglio. Qualunque cosa sia, lascia che sia il tuo sostegno mentre torni, ancora una volta, alle cose che ami.
Tentativi, errori e il potere della ripetizione
I progressi raramente avvengono in linea retta. Il mio ritorno è stato pieno di tentativi falliti e di sforzi ripetuti. Ogni battuta d’arresto è diventata un’opportunità di apprendimento. A volte, ciò che sembrava un fallimento era semplicemente un’altra fase del processo di accettazione e trasformazione. Ho imparato a bilanciare la fiducia nella mia preparazione con l’umiltà di riconoscere i miei limiti. Gareggiare a livello professionistico quando ero ancora lontana dalla mia forma migliore non è stato facile, ma mi ha insegnato a lottare per il progresso e ad accettare sia la “me stessa nei momenti bassi” sia la “me stessa nei momenti alti”. La volontà di tornare, sostenuta dalla mia essenza, ha lentamente trasformato l’accettazione in speranza e azione.
Allenare te stesso: un percorso di crescita
Una delle lezioni più preziose che ho imparato sia come atleta sia come coach è l’importanza di fare un passo fuori da me stessa, adottando una prospettiva in terza persona. Quando le cose non funzionavano, mi chiedevo: Cosa mi sto perdendo? Cosa devo fare in modo diverso? Attingendo alla mia esperienza nel coaching e alla saggezza dei miei mentori, sono diventata il mio stesso coach, analizzando le battute d’arresto ed elaborando strategie per migliorare. Questo processo ha segnato l’inizio di una vera ricostruzione.
Ricostruire: conosci il tuo perché e impara dagli altri
Per ricostruire, devi comprendere le tue motivazioni e i tuoi limiti. A volte, vederti da una prospettiva esterna — o cercare supporto in libri, community come Team Zoot, o in persone che ti ispirano — può innescare una nuova crescita. Il percorso consiste nel rialzarti dopo un fallimento, riflettere su cosa è andato storto e rimetterti al lavoro con rinnovata concentrazione. Si tratta di ripetere, ma con intenzione e consapevolezza, perché sai che lo sforzo vale la pena.
Trovare forza in momenti inaspettati
Le sfide non sempre si annunciano. Lo scorso autunno ho affrontato un altro ostacolo inaspettato che mi ha fatto rimettere tutto in discussione ancora una volta: “Cambierà tutto? Posso tornare?” E ancora una volta, la risposta è stata la stessa: tornare, ancora e ancora, è possibile. Il processo di superare le avversità, di tornare ancora una volta, non è un singolo momento ma un impegno continuo verso te stesso.
Considerazioni finali per altri atleti e coach
Le battute d’arresto sono inevitabili, ma non ti definiscono. Accettazione, riconnessione con la tua essenza, apprendimento dal fallimento e capacità di allenare te stesso sono tutti strumenti che puoi usare per ricostruirti più forte di prima. Ricorda: il processo è vivo finché continui a tornare. Ogni volta che ti rialzi, diventi più resiliente, più consapevole e più preparato per qualunque cosa venga dopo. Continua a credere nel tuo “perché”, abbraccia il percorso e sappi che non sei mai solo nel tuo desiderio di tornare ancora una volta.
Autrice – Anne Basso, coach USAT L2, atleta PRO, QT2 Systems LLC.
